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Chi siamo

Il COLLEGIO è un organismo professionale, sottoposto a vigilanza del Ministero di Giustizia, analogo a quello di altre categorie professionali, (ingegneri, medici, architetti, geometri, ragionieri, ecc...) che annovera tra i suoi iscritti tecnici diplomati degli Istituti Tecnici Industriali operanti nella specializzazione del diploma.

In Italia, nell'ambito delle grandi professioni liberali, quella del Perito Industriale è certamente la più completa e specialistica in quanto raggruppa ben 32 specializzazioni attinenti un migliaio di settori di attività.
Il Collegio Periti Industriali di Foggia opera in provincia con oltre 400 liberi professionisti suddivisi in sedici specializzazioni. Esso è un punto di riferimento per industria, artigianato, commercio, enti pubblici, privati, tribunale, i quali si avvalgono della competenza specifica del Perito Industriale libero professionista per l'affidamento di incarichi come:

  • progettazione, direzione lavori e collaudo
  • verifiche impianti e perizie

Oltre settori specifici (chimico, elettrotecnico, meccanico, ecc...) opera nei campi della:

  • sicurezza in genere
  • antinfortunistica
  • igiene sul lavoro
  • prevenzione incendi
  • ecologia e inquinamenti diversi
  • infortunistica stradale, ecc...

DEONTOLOGIA PROFESSIONALE

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1

Il Perito Industriale nell’esercizio della professione adempie ad una funzione socile di pubblica utilità. La professione deve essere esercitata in ossequio alle Leggi delle Repubblica.

Art. 2

Tutto coloro che esrcitano la professione di Perito Industriale debbono rispettare le presenti norme deontologiche al fine di garantire il decoro della categoria alla quale appartengono.

Art. 3

Il Perito Industriale deve assolvere gli impegni assunti con la massima coscienza e diligenza, consapevole di dover rifiutare quegli incarichi per l’assolvimento dei quali ritenga di non essere adeguatamente preparato, come pure quelli che potrebbero porlo in una posizione di conflitto con i suoi doveri professionali. Il Perito Industriale non deve compiere atti di concorrenza sleale di alcun tipo.

Art. 4

L’esercizio delle professione si fonda sulla libertà e sull’indipendenza professionale.

Art. 5

Il Perito Industriale deve denunciare al Consiglio del Collegio di appartenenza ogni tentativo di imposizione contratria alle presenti norme di deontologia professioanle, da qualunque parte e da chiunque provenga.

Art. 6

Il Perito Industriale, nell’esercizio della professione, deve rifuggire da qualsiasi comportamento discriminatorio dettato da differenze di religione, di razza o nazionalità, convincimenti politici ed appartenenza a classi sociali.

Art. 7

Il Perito Industriale deve curarsi di aggiornere le proprie conoscenze al fine di migliorare le prestazioni e renderle più competitive alla luce delle innovazioni tecnologiche e scientifiche.

Art. 8

Il Perito Industriale non deve utilizzare la propria posizione professionale per scopi contrari alle presenti norme, neppure al di fuori dell’esercizio della professione.

DEI RAPPORTI CON IL COLLEGIO

Art. 9

Il Perito Industriale deve attenersi alle direttive ed alle prescrizioni legittimamente dettate dal Consiglio del Collegio nell’esercizio delle proprie competenze istituzionali, al fine di consentire l’uniformità e la coerenza dell’azione dell’intera categoria.

Art. 10

L’appertenenza al Collegio impone a tutti i professionisti iscritti un preciso dovere di collaborazione. Ogni iscritto deve segnalare al Consiglio del Collegio di appartenenza il comportamento dei propri colleghi contrastante con le presenti norme deontologiche e, inoltre, se richiesto, fornire spiegazioni e documenti.

Art. 11

E’ preciso dovere del Perito Industriale partecipare alle votazioni per il rinnovo del Consiglio del Collegio di appartenenza, salvo giustificato motivo.

Art. 12

Il Perito Industriale dipendente, autorizzato a svolgere l’attività libero-professionale, salvo le incompatibilità previste dalle Leggi vigenti, deve scrupolosamente osservare quanto stabilito nel successivo articolo 22.

DEI RAPPORTI CON I COLLEGHI

Art. 13

Il Perito Industriale deve svolgere la propria professione nel rispetto dei valori di lealtà e correttezza nei confronti dei propri colleghi, al fine di conservare e accrescere il prestigio dell’intera categoria professionale. Stessi identici valori, di leltà e correttezza, debbono caratterizzare l’attività del Perito industriale nei confronti di professionisti appartenenti ad altre categorie professionali.

Art. 14

E’ fatto divieto ai Periti Industriali iscritti all’Albo di screditare i propri colleghi esltando nel contempo le proprie qualità per ottenere benefici.

Art. 15

Il Perito Industriale che venisse chiamato a subentrare in un incarico già affidato ad altri deve informare di ciò il collega sostituito ed accertarsi che qust’ultimo sia stato definitivamente e regolarmente esonerato.

Art. 16

Qualora dovesssero instaurarsi rapporti di collaborazione tra Colleghi, tali rapporti debbono essere definiti preventivamente in modo che rusulti chiaro il contributo professionale apportato da ciascuno.

Art. 17

Per nessuna ragione e in nessun caso il Perito Industriale dovrà attribuirsi la paternità di un lavoro eseguito da altri, neppure dovrà trarre in inganno i suoi interlocutori facendo apparire come proprio un lavoro realizzato in collaborazione con altri.

Art. 18

Il Perito Industriale non deve per nessuna ragione favorire e leggittimare il lavoro professionale abusivo o collaborare con chi esercita abusivamente la professione ma deve anzi denunciare l’abuso al Collegio di appartenenza. Qualora, poi, eserciti funzioni pubbliche dovrà, altresì, riferire il fatto alla competente Autorità Giudiziaria.

Art. 19

Non è permesso al Perito Industriale fregiarsi di titoli che non gli competono, ai sensi delle Leggi vigenti che disciplinano l’esercizio delle professioni. Il perito Industriale può svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali le caratteristiche del servizio offerto ed il compenso per le prestazioni,  secondo criteri di trsparenza e veridicità e non ingannevolezza del messaggio promozionale, il cui rispetto è verificato dal Collegio di appartenenza successivamente alla sua diffusione, previo richiesta di chiarimenti.

Art. 20

Il Perito Industriale che dovesse ravvisare comportamenti professionali eticamente censurabili, da parte di un collega, dovrà informare di ciò il Collegio di appartenenza.

Art. 21

Il Perito Industriale che intende procedere per vie legali nei confronti di un Collega, per motivi attinenti l’esercizio della professione, ha il dovere, in via prioritaria, di informare il Collegio per tentare una composizione amichevole della controversia attraverso la mediazione del Presidente del Collegio di appartenenza.

Art. 22

I compensi per le prestazioni professionali devono essere fissati, previo accordo contrattuale, con il committente, salvo per le sole eccezzioni previste dalle Leggi.

DEI RAPPORTI CON I COMITTENTI

Art. 23

Il rapporto che si instaura tra il committente ed il Perito Industriale deve essere caratterizzato in ogni momento del suo svolgimento da fondamentali requisiti quali la stima, la fiducia, la lealtà, la chiarezza, la correttezza reciproca. Se vengono meno queste premesse il committente può revocare la scelta e il professionista recedere dall’incarico.

Art. 24

Il Perito Industriale deve definire insieme al committente il contenuto ed i termini dell’incarico conferitogli.

Art. 25

Il Perito Industriale, nell’eseguire l’incarico conferitogli, deve usare la massima diligenza e cura e deve tutelare gli interessi del committente, purchè ciò non comporti il dover porre in essere comportamenti illeciti contrastanti con le presenti Norme, le Leggi vigenti, o compiere attività che possono compromettere il perstigio del professionista e/o dell’intera categoria.

Art. 26

Il Perito Industriale è tenuto al segreto professionale. Egli non può divulgare informazioni di cui sia venuto a conoscenza durante l’espletamento dell’incarico conferitogli, salvo il caso in cui sia espressamente autorizzato dal committente. L’obbligo del segreto permane anche dopo la cessazione del rapporto con il committente. Il Perito Industriale deve informare i suoi collaboratori e dipendenti dell’obbligo del segreto professionale, e vigilare che vi si conformino. Per la violazione posta in essere da questi ultimi risponde comunque personalmente il professionista.

Art. 27

Il Perito Industriale deve rifiutare incarichi per i quali ritiene di non avere la preparazione necessaria, affidando eventualmente il cliente a Colleghi competenti nello specifico campo inerente l’incarico, così come deve rinunciare ad incarichi ai quali ritenga di non poter dedicare la necessaria cura, al fine di non causare danni al committente.

Art. 28

Nell’espletamento dell’incarico ricevuto il Perito Industriale potrà farsi sostituire da persona competente nell’ambito della propria organizzazione previa verifica del gradimento da parte del committente, sempre che tale sostituzione sia consentita tenuto conto della natura dell’incarico e comunque sotto la sua personale responsabilità.

Art. 29

Il Perito Industriale può svolgere la propria attività professionale nelle forme della società di persone o di associazione professioanle, le quali hanno la possibilità di fornire all’utenza anche servizi professionali di tipo interdisciplinare. L’oggetto sociale relativo all’attività libero-professionale deve essere esclusivo.

Il professionista non può partecipare a più di una società professionale. La specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti, ciscuno per le rispettive competenze, previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità.

Art. 30

Il Perito Industriale potrà recedere dall’incarico prima di aver fornito la prestazione completa, ma dovrà attivarsi per evitare il prodursi di danni nei riguardi del committente o di altri colleghi se trattasi di incarico collegiale; resta salvo il recesso per giusta causa.

Art. 31

Il Perito Industriale non può accettare compensi da terzi diretti o indiretti, oltre a quelli dovuti dal committente, senza aver prima comunicato a quest’ultimo la natura, il motivo, l’entità del compenso ed aver ottenuto da lui l’autorizzazione alla riscossione per iscritto.

Art. 32

Il Perito Industriale non deve millantare influenze o aderenze politiche o sociali presso enti o persone per procurarsi la clientela, neppure deve servirsi di forme pubblicitarie ingannevoli o di procacciatori d’affari per il medesimo fine, salvo quanto stabilito agli artt. 19 e 22.

Art. 33

Il Perito Industriale che venisse nominato Consulente Tecnico in controversie giudiziali o stragiudiziali dovrà astenersi dall’assumere l’incarico se si sia già pronunciato o abbia egli stesso un suo parente o un suo cliente un qualche interesse nella controversia.

Art. 34

Nella compilazione della percella il Perito Industriale deve usare la massima chiarezza, indicando dettagliatamente le prestazioni eseguite, il corrispettivo richiesto e le spese sostenute di cui si chiede il rimborso.

DEI RAPPORTI CON LE PUBBLICHE AUTORITA’

Art. 35

Il Perito Industriale deve esercitare la sua attività e disciplinare i suoi rapporti tenendo una condotta debitamente rispettosa verso organismi gerarchici, Enti pubblici ed autorità Pubbliche.

Art. 36

Il Perito Industriale non deve abusare dei poteri e del prestigio di cui dispone quando va a ricoprire qualsiasi carica pubblica al fine di trarne vantaggi diretti o per interposta persona.

Art. 37

Il Perito Industriale, che presta il proprio lavoro nell’ambito di una Pubblica amministrazione, non può accettare incarichi che lo pongono in condizioni di conflitto con gli interessi perseguiti dall’Amministrazione dalla quale dipende, facendo comunque salvi gli ulteriori limiti legali o regolamentari che discendono dall’appartenenza alla Pubblica Amministrazione.

DEI RAPPORTI CON I TERZI

Art. 38

Qualora nell’espletamento dell’incarico affidatogli il Perito Industriale instauri rapporti con i terzi, egli deve agire in modo taleda tutelare gli interessi del committente senza però compromettere quelli dei terzi nei limiti in cui tali interessi risultino oggettivamente dagli elementi di cui dispone.

NORME RELATIVE A CONCORSI E COMMISSIONI IN GENERE

Art. 39

Il Perito Industriale, nominato componente di commissioni di qualsiasi tipo, deve tenere un comportamento rispondente alle prescrizioni del presente codice deontologico.

Art. 40

Il Perito Industriale, prescelto dal Consiglio del Collegio per partecipare a Commissioni in rappresentanza del Collegio stesso, deve agire in modo da tutelare gli interessi e il decoro dello stesso. Deve, inoltre, segnalare al proprio Collegio di appartenenza le violazioni delle presenti norme poste in essere da colleghi membri della medesima commissione.

Art. 41

Il Perito Industriale nominato componente di commissioni giudicatrici, consultive o di studio, deve prestare la propria opera assiduamente e dimettersi se ritiene di non poter garantire la sua assidua partecipazione.

Art. 42

Il Perito Industriale componente di Commissioni deve vigilare affinchè le modalità seguite dalla commissione stessa per la decisione finale siano perfettamente rispondenti alle Leggi e alle norme del bando; non deve soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di qualsiasi natura, e deve inoltre vigilare affinchè episodi di pressione, imposizione, interferenza provenienti dall’esterno o anche dall’interno, non vengano posti in essere nei confronti degli altri membri della commissione. Di eventuali situazioni di tal genere è tenuto ad informare tempestivamente sia l’Ente banditore sia il Consiglio del Collegio di appartenenza, nonché l’autorità Giudiziaria, ove si tratti di reati.

Art. 43

Il Perito Industriale che venga nominato componente di una commissione giudicatrice deve rifiutare l’incarico qualora sussistano situazioni che possono compromettere l’imparzialità nel giudicare, in particolare se al concorso partecipi come concorrente un soggetto con il quale egli abbia rapporti di parentela, o di collaborazione professionale continuativa.

Art. 44

Tutti gli iscritti all’Albo professionale sono diffidati dal partecipare a Commissioni di qualsiasi tipo se gli Enti interessati, che ne siano tenuti, non abbiano richiesto la terna di nominativi al Collegio. Per le nomine conferite a titolo personale, il Perito Industriale, prima di dare il proprio assenso, è tenuto a darne tempestiva comunicazioni al Collegio di appartenenza.

Art. 45

Il Perito Industriale deve rifiutare qualsiasi incarico per l’espletamento del quale egli sia costretto a contravvenire a leggi, norme e regolamenti.

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 46

Le presenti norme di deontologia professionale sono poste ad integrazione delle norme legislative e regolamentari emanate per l’esercizio della professione di Perito Industriale. Gli iscritti all’Albo devono osservarle scrupolosamente, in mancanza saranno oggetto di provvedimenti disciplinari graduati a seconda della gravità delle infrazioni, abusi e di qualunque atto lesivo dell’etica professionale. I suddetti provvedimenti disciplinari saranno presi dal Consiglio del Collegio di appartenenza, previo procedimento istruttorio così come previsto dalle Leggi vigenti.

Art. 47

L’osservanza delle presenti norme da parte degli iscritti è sottoposta alla vigilanza del Consiglio el Collegio di appartenenza. I Periti Industriali devono, per quanto possibile, comunicare i principi informatori del presente codice attraverso un’attività di divulgazione.

Art. 48

Le presenti norme costituiscono regolamento interno deliberate dal Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati e recepite dal Consiglio del Collegio.

Esse sono depositate presso il Ministero della Giustizia e gli uffici Giudiziari.

 

 

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